Il 2023 è stato un anno sfidante per il mercato del vino, segnato da inflazione, alti costi energetici e crescenti tensioni geopolitiche. Nonostante tutto ciò, le esportazioni hanno mantenuto i livelli record del 2022, almeno secondo i dati ISTAT.
La grande distribuzione italiana ha certamente visto una diminuzione del volume ma, per controbilanciamento, un aumento del valore, secondo CIRCANA. I bilanci delle principali aziende vinicole confermano questa tendenza, evidenziando una serie di sfide senza precedenti per il settore: l’inflazione ha influenzato le decisioni dei consumatori, che hanno adottato una posizione più prudente. Come spiegano più dettagliatamente alcuni analisti del mercato enologico: “Nonostante ciò, le prime quindici aziende vinicole italiane hanno registrato performance soddisfacenti, seppur non entusiasmanti, nel 2023.

Il fatturato complessivo è aumentato rispetto all’anno precedente, con aziende come Terre Cevico e Mionetto che hanno mostrato una crescita significativa. Alcune aziende, come Cantine Riunite & CIV, hanno mantenuto la loro posizione di leader nonostante una leggera diminuzione del fatturato. Il Gruppo CAVIRO ha evidenziato una crescita trainata soprattutto dall’export”. Alcune aziende, inoltre, hanno dovuto affrontare sfide specifiche, come il Gruppo Vinicolo Santa Margherita, il quale ha registrato una diminuzione del fatturato a causa di difficoltà in mercati come Canada e Australia. Tuttavia, altre realtà, come ad esempio Marchesi Antinori, hanno continuato a crescere consolidando il proprio posizionamento nel canale HORECA e nel travel retail. “Il rapporto Pambianco – hanno poi aggiunto gli economisti – indica che le aspettative per il 2024 si concentrano sulla normalizzazione delle tensioni geopolitiche e sulla speranza di ripresa dei mercati asiatici e statunitensi”.