Nella Vineland Estates Winery in Ontario, Canada, si sta sperimentando una nuova tecnologia per combattere l’oidio, una muffa che può devastare interi raccolti di uva. Questo nuovo sistema utilizza perossido di idrogeno, ozono e luce UV-C per eliminare i patogeni sulla superficie delle viti, differenziandosi dai tradizionali fungicidi che bloccano la riproduzione del fungo.
La tecnologia è stata sviluppata dalla Clean Works di St. Catharines, Ontario, e viene testata su 40 ettari di vigneti della Vineland Estates. “L’oidio è originario degli Stati Uniti – spiegano i ricercatori di settore – e ha iniziato a colpire le colture europee a metà del XIX secolo e viene tradizionalmente gestito con fungicidi costosi e tossici. Tuttavia, l’uso di perossido di idrogeno, ozono e luce UV-C permette di eliminare i patogeni senza lasciare residui chimici, rendendo il processo più sostenibile. Questa combinazione potrebbe avere un effetto significativo sui microrganismi, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per valutare l’impatto a lungo termine sulla pianta e la gestione dei funghi interni”.

Esperti come Megan Fisher della Mount Saint Vincent University e Wayne Wilcox della Cornell University, ad esempio, hanno espresso un cauto ottimismo, sottolineando la necessità di ulteriori studi. Schmidt, enologo della Vineland Estates, ha riferito che il primo anno di prove ha mostrato risultati promettenti nel controllo della muffa rispetto ai metodi tradizionali, nonostante le condizioni climatiche favorevoli alla crescita dei funghi. Il sistema tecnologico continuerà a essere testato su due ettari di vigneti, con monitoraggi e misurazioni effettuati dagli scienziati dell’Università di Guelph, per determinare la sua efficacia a lungo termine e il suo impatto sul clima.