La scena gastronomica boliviana sta vivendo un momento di gloria, anche grazie a tre ristoranti (Phayawi, Ancestral e Gustu) inseriti tra i 100 migliori dell’America Latina, rispetto a zero negli anni precedenti.
Questo successo è dovuto in parte alla valorizzazione degli ingredienti locali, incluso il vino boliviano, che nel primo semestre del 2024 ha ottenuto ben 40 medaglie in competizioni internazionali come i Bacchus Awards, Virtus e il Brussels International Competition. Produttori come Jardin Oculto vedono i loro vini serviti in ristoranti stellati Michelin, come il Central di Lima: “La viticoltura boliviana risale ai tempi coloniali spagnoli, con le regioni di Tarija, Valle del Cinti e Samaipata che piantano i primi vigneti nel XVI secolo. Queste regioni, situate tra 1.700 e 2.400 metri sopra il livello del mare, producono vini d’alta quota unici grazie al terroir andino”. Vi è poi il caso di Marquez de la Viña, a Cochabamba, il quale acquista uve da tutta la Bolivia, permettendo di assaporare la varietà offerta dal paese.

Per un’esperienza diretta, si può visitare Tarija, Valle del Cinti o Samaipata, dove si trovano vitigni antichi e varietà rare. Tarija, facilmente raggiungibile in aereo da La Paz, Cochabamba o Santa Cruz, è la regione vinicola più sviluppata. Le nuove tendenze includono pranzi abbinati ai vini, offerti da cantine come Magnus e Kohlberg. Oltre al vino, Tarija offre ristoranti di alto livello come La Casona del Molino e la porta chiusa di Juan Pablo Gallardo, che propone piatti a base di ingredienti locali. La Valle del Cinti, tra Tarija e Potosí, sta rivivendo la sua antica tradizione vinicola.